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	<title>Città in comune</title>
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	<description>Il blog di Antonio Amorosi</description>
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		<title>PRIMAVERA ED ESTATE MOLTO CALDE IN ARRIVO</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:16:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si prepara una stagione estiva bollente. I meteorologi ne sono certi: da metà marzo in poi le temperature saliranno sopra la media &#8220;Secondo le proiezioni dei modelli fisico-matematici, fino a sabato bel  tempo  e temperature in rialzo su tutta l’Italia&#8221;  ha spiega to ad Affaritaliani.it il Colonnello Giuliacci ma non è stato il solo.  Intanto pioverà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/CALDO-TORRIDO.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4313" title="CALDO TORRIDO" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/CALDO-TORRIDO.jpg" alt="" width="227" height="222" /></a>Si prepara una <strong>stagione estiva bollente</strong>. I meteorologi ne sono certi: da metà marzo in poi le temperature saliranno sopra la media &#8220;Secondo le proiezioni dei modelli fisico-matematici, fino a sabato bel  tempo  e temperature in rialzo su tutta l’Italia&#8221;  ha spiega to ad Affaritaliani.it il Colonnello Giuliacci ma non è stato il solo.  Intanto pioverà su tutta la penisola, tranne le regioni del Medio adriatico;  vi saranno nevicate su tutto l’arco alpino  fino  al fondovalle e limitrofe  zone pedemontane; nevicate oltre 500-600 metri anche su rilievi emiliani,marchigiani, abruzzesi e molisani.</p>
<p>Ma poi arriva la PRIMAVERA. Sulla base delle elaborazioni del Centro europeo per le previsioni a medio termine (ECMWF), con sede a Reading (Gran Bretagna), a <strong>partire dai mesi di marzo e aprile e fino a giugno prossimi</strong>, si registreranno su tutta l&#8217;Europa <strong>temperature sopra la media</strong> e sull&#8217;Italia di almeno 1-1,5 gradi.</p>
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		<title>LA MAFIA PROFONDA IN TERRA EMILIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:02:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un altro articolo di Fabio Menenti su Parmanews24 che vi consiglio su quanto è prondoa la penetrazione della criminalitàht in Emilia tp://www.parmanews24.com/focus/terre-verdiane-terre-di-mafia-la-mafia-e-a-parma-le-prove/ Un malato cronico, come afflitto da una sorta di mononucleosi perenne, che destabilizza, priva delle forze, ma non uccide. I medici indagano senza però riuscire a capirne la causa, prescrivono analisi. Ricerche che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/nomafia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4310" title="nomafia" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/nomafia-300x154.jpg" alt="" width="300" height="154" /></a><em>Un altro articolo di Fabio Menenti su Parmanews24 che vi consiglio su quanto è prondoa la penetrazione della criminalitàht in Emilia tp://www.parmanews24.com/focus/terre-verdiane-terre-di-mafia-la-mafia-e-a-parma-le-prove/</em></p>
<p>Un malato cronico, come afflitto da una sorta di mononucleosi  perenne, che destabilizza, priva delle forze, ma non uccide. I medici  indagano senza però riuscire a capirne la causa, prescrivono analisi.  Ricerche che non servono a curare il malato, ma solo a condurre studi su  una malattia dalle origini lontane, che proprio non si capisce come  abbia potuto diffondersi. Eppure quella malattia è qui, adesso, tanto  temibile che non si vuole nemmeno nominare: MAFIA.</p>
<p><strong>BATTERI –</strong> All’origine dell’infezione ci sono precisi  agenti patogeni, finiti su Parma e l’Emilia non certo per caso. A  diffondere il contagio ci hanno pensato gli stessi parassiti, abbastanza  scaltri da saper individuare nuovi terreni fertili: l’Emilia-Romagna,  ricca e compiacente ai soldi meridionali che abbattevano ogni difesa  immunitaria, la intontivano. Enormi quantità di denaro, capaci di  anestetizzare il territorio emiliano senza che nessuno osasse dir nulla,  mentre il veleno iniziava a circolare e diffondere il virus. C’è stato  poi l’errore dei medici-giudici meridionali: “<em>Il confino obbligato per certi inquisiti per mafia è stato un errore paradossale</em>”. Lo sostiene Antonio <strong>Amorosi</strong>,  ex assessore bolognese e giornalista che ha indagato sul tema. Per lui  la volontà mafiosa di espandersi subdolamente sul territorio nazionale e  il tentativo di allontanare personalità poco raccomandabili dalle  regioni del sud, hanno prodotto un mix favorevole unicamente alla stessa  criminalità. I batteri-mafiosi ci hanno messo poco a capire che al Nord  sarebbe stato meglio muoversi in silenzio, tacendo il rumore degli  spari. Così, senza che in molti se ne accorgessero, la mafia ha creato  una rete nascosta, confermata dai pentiti: “<em>Gli Arena, sì, sì, vanno tutti, le cosche di Isola Capo Rizzuto che sono gli Arena, i Manfredi alias ‘<strong>porziano’</strong>,  i Nicoscia, i Capicchiano che li ho mandati io personalmente,  regolarmente vanno una volta al mese sopra, stanno quei tre, quattro  giorni, hanno appoggi, gli danno case, li portano nei locali, ristoranti  di lusso, Le Coccole a Parma, parecchie volte sono andato</em>.” A dichiararlo al pm Dolce è Angelo Salvatore Cortese, il primo pentito di Cutro, il primo a spiegare ai magistrati <strong>i legami tra ‘ndrangheta e Parma, </strong>come  spiegato nel libro ‘Tra la via Emilia e il clan’ firmato dallo stesso  Amorosi e da Christian Abbondanza.  Il libro a 4 mani è una vera e  propria enciclopedia dei crimini mafiosi del nostro territorio;  leggendolo si capisce come l’organizzazione criminale calabrese, Cosa  Nostra e la Camorra, sono talmente radicate nella realtà imprenditoriale  del nostro territorio da attirare l’attenzione di uomini d’affari  parmigiani dagli scrupoli leggeri.  <strong>Bazzini</strong>,  l’immobiliarista parmigiano, primo ‘polentone’ ad essere condannato per  associazione camorristica, non ha esitato a stringere legami talmente  profondi con la criminalità da diventare suocero di Pasquale <strong>Zagaria</strong>. Tanzi si è spinto ancora oltre, commissionando all’altro Zagaria, il boss Michele, la distribuzione in <strong>esclusiva del latte Parmalat nel casertano</strong>,  attraverso prezzi ribassati e intimidazioni. Più volte i batteri hanno  poi tentato di andare a colpire il cervello, la testa dirigente di  Parma: Orazio Infuso, Marco Carfì e Nunzio Alabiso, nel 2007 furono <strong>candidati nelle liste dell’Udeur</strong> alle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale.  Tutti e tre erano uomini di Salvatore Terlati, uomo di fiducia dei  Reinzivillo, signori di Gela.</p>
<p><strong>ERUZIONI CUTANEE –</strong> Ci sono volte però in cui il  virus si manifesta in maniera violenta, come fossero eruzioni cutanee,  sintomi evidenti che la malattia è attiva. Sono però fenomeni  momentanei, che gli stessi vertici mafiosi non gradiscono perché  attirano troppo l’attenzione, disturbano il grosso degli affari. Allora è  meglio applicare le violenze lontano dai grandi centri, dove è più  facile riprodurre i meccanismi intimidatori dei piccoli paesi del sud.  Meglio ancora se oltre ai sistemi, anche le vittime sono meridionali.  Salsomaggiore come Castellamare di Stabia, dove 5 esponenti del clan  D’Alessandro – tra cui uno latitante da tempo e fratello del boss – sono  stati arrestati per estorsione ed usura ad un loro concittadino,  ristoratore nel paese delle miss. Praticamente era <strong>l’esportazione del sistema del pizzo</strong>, un modus operandi che talvolta è stato applicato anche alle grandi aziende: Giovanni Negro, ingegnere della <strong>Pizzarotti</strong>,  venne schiaffeggiato da un camorrista con la conseguenza della  perforazione di un timpano in una triste vicenda di appalti. Piccole  prove di una malattia capace di causare ben più di un prurito.</p>
<p><strong>TISANE E CHIURGIA</strong>– Il 16 gennaio 2012 l’Emilia  Romagna ha varato un pacchetto di sessantotto progetti per  la prevenzione alle infiltrazioni mafiose e la sicurezza, con la firma  di Sindaci e presidenti di Provincia. In quella occasione sono stati  stanziati quasi 2 milioni, a cui si sarebbero aggiunti altri 148.088  euro per otto interventi aggiuntivi. Una iniziativa ottima, ma che però  potrebbe rivelarsi tardiva, e non di poco. Se la presenza di  infiltrazioni criminali, ormai ben radicate sul territorio, è  documentata da almeno quindici anni – e chissà da quanto tempo era già  iniziata – c’è il rischio che la cura possa essere inefficace. Se il  malato è cronico, una tisana non risolverà certo i problemi.  L’importante, però, è che da qualche parte si incominci, e allora ben  vengano i progetti, la creazione di un’agenzia DIA per l’Emilia Romagna e  la legge regionale 3/2011. “<em>Non</em> <em>serve fare ancora gli studi</em> – spiega Amorosi – <em>occorre educare: io sono andato gratis nelle scuole, bisognerebbe partire anche da lì</em>”. Ed effettivamente in <strong>Regione</strong> sembrano averlo ascoltato, con piani per percorsi scolastici antimafia e  visite di ragazzi ai beni confiscati, ma anche formazione sulla  legalità per operatori di imprese e enti pubblici,  osservatori, interventi per recuperare gli edifici sottratti alla  criminalità. Della cura vera e propria però dovrebbe occuparsi la  magistratura, la sola capace di operare chirurgicamente sul male. “<em>Purtroppo i magistrati settentrionali non sono esperti sul fenomeno come quelli meridionali</em> – continua Amorosi – <em>spesso  si finisce per fermarsi sul singolo caso, sulla sola vicenda criminale,  senza fare il passo successivo e iniziare a capire come tanti fatti  siano collegati tra loro. Al massimo si collega il singolo crimine alla  cosca meridionale X, come fosse un una tantum di un fenomeno che ci  tocca di striscio</em>”. Se il virus si è diffuso, servirebbe fare  altrettanto col relativo antivirus. Troppo spesso è accaduto che le  indagini sulla mafia al Nord siano stati condotte dai <strong>tribunali di Napoli e Palermo</strong>,  lasciando ai giudici nostrani solo il compito di giudicare sui reati di  contorno. Se davvero si vuole combattere la criminalità organizzata,  bisogna diffondere mezzi, mentalità e conoscenze antimafia anche agli  inquirenti emiliani. Perché una malattia non può essere curata soltanto  inviando un’ambulanza, occorre costruire un ospedale sul posto.</p>
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		<title>ECCO COME I BOSS DIVENTANO PADRONI DELL’EMILIA</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 14:02:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un bell&#8217;articolo di Fabio Manenti appare oggi sul giornale on line Parmanews24 e che narra l&#8217;insediamento ultradecennale della criminalità organizzata in Emilia e come essa venga sempre negata dalle istituzioni. L&#8217;articolo lo trovate sotto per esteso e qui http://www.parmanews24.com/pblock/terre-verdiane-terre-di-mafia-ecco-come-i-boss-diventano-padroni-dellemilia/ Ci fu un ‘eroe’ cattivo nell’Italia degli anni ’90, uno di quei personaggi sgradevoli ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/mafie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4291" title="mafie" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/mafie.jpg" alt="" width="256" height="192" /></a></p>
<p><em>Un bell&#8217;articolo di Fabio Manenti appare oggi sul giornale on line Parmanews24 e che narra <strong>l&#8217;insediamento ultradecennale della criminalità organizzata in Emilia</strong> e come essa venga sempre negata dalle istituzioni. L&#8217;articolo lo trovate sotto per esteso e qui http://www.parmanews24.com/pblock/terre-verdiane-terre-di-mafia-ecco-come-i-boss-diventano-padroni-dellemilia/</em></p>
<p>Ci fu un ‘eroe’ cattivo nell’Italia degli anni ’90, uno di quei  personaggi sgradevoli ma non sgraditi, che cambiò la storia del nostro  Paese. <strong>Tommaso Buscetta</strong>, capomafia palermitano e più  importante tra i grandi pentiti, fu colui che riuscì a far crollare – in  parte – la cupola di Cosa Nostra. Quell’uomo, col suo stile a suo modo  raffinato,  non esitò a spingere un altro membro di ‘Cosa Nostra’ a  parlare, Totuccio Contorno, l’uomo che con le rivelazioni dell’inchiesta  <strong>Pizza Connection</strong> mostrò il traffico di eroina mondiale tra Sicilia e Stati Uniti: <em>“La mafia va cercata in Emilia Romagna, non a Palermo”</em>,  disse in commissione parlamentare antimafia. Una testimonianza che  cadde nel dimenticatoio, forse perché scomoda, perché ampliava un  fenomeno che già era difficile contenere in una sola regione.</p>
<p>Emilia Romagna, terra di mafia. Sembra l’argomento del momento, ma è  una storia che va avanti da tempo, documentata da almeno vent’anni.  Un  allegato ad un documento della DIA, l’Agenzia  investigativa antimafia,  nel lontano 1995 informava i Comuni dell’Emilia Romagna che <strong>sul suolo regionale erano insediati stabilmente più di 2000 tra boss e affiliati.</strong> A rivelarlo è lo studio <strong>“Tra la via Emilia e il clan” di Antonio  Amorosi e Christian Abbondanza</strong>. L’infiltrazione sarebbe così radicata da  formare una sorta di enorme formicaio, con mafiosi-formica che si  mescolavano tra la gente comune ignara di tutto. Formiche rosse tra  formiche nere, perché i criminali, di diverso, hanno la testa, il modo  di pensare.</p>
<p><strong>PIONIERI ALLA RICERCA DELL’ORO </strong>– Più che formiche,  quei mafiosi erano tarli, venuti chissà quanto tempo prima a scavare il  solido legno dell’Emilia Romagna dall’interno, a deporre uova e a farlo  marcire, ben attenti a lasciarne intatta la superficie. Per gli emiliani  Cosa Nostra era ‘Cosa Vostra’, un fenomeno confinato al Meridione,  lontano come il far west. Diversi i cappelli, ma uguali le  pistole. Alcuni dei meridionali venuti al Nord – non scordiamo mai che  la gran parte era brava gente venuta per lavorare -  non erano cowboy ma  pionieri, colonizzatori di nuovi mondi dove impiantare vecchi sistemi.</p>
<p>Nacque il ‘<em>Sistema emiliano</em>‘, che è cosa ben diversa dal  modello emiliano, come spiega Antonio Amorosi, ex-salernitano ed  ex-assessore a Bologna, oggi giornalista affabile e disponibile: “<em>Il  sistema emiliano ha un’accezione negativa rispetto al “modello” di  efficienza emiliano. Il sistema è corrotto, marcio; è l’applicazione del  ‘rito emiliano’</em>”.</p>
<p>Con ‘rito’ si indica una prassi collaudata di corruzione, mentre  occorre specificare “emiliano” perché di altri riti possibili, per  intaccare una società sana, ce ne sono due: il ‘rito ambrosiano’, fatto  di bustarelle tra imprenditori subdoli e amministratori compiacenti, e  il ‘rito mafioso’ in cui l’imprenditore è anche criminale, e usa  violenza e  minaccia per ottenere dalla politica ciò che vuole.  Il ‘<strong>rito emiliano’</strong>,  invece, vede una fusione totale tra, imprenditoria, amministrazione e  politica, che spesso vengono a coincidere in un’unica, tortuosa  carriera, in cui trova terreno fertile l’infiltrazione mafiosa. E’ un  terreno in cui c’è il monopolio politico di chi vince appalti e governa  le amministrazioni pubbliche: si nasce politici e poi si diventa  amministratori; una volta tali ci si trasforma in  imprenditori-cooperatori. Finito il mandato, si riprende il ciclo. In  questo sistema chiuso tra gli anni 70-80 si innestò la criminalità  organizzata, capace di guadagnarsi un pezzo del monopolio del movimento  terre, delle costruzioni e acquistando imprese pulite. E così il  malavitoso diventò colletto bianco svolgendo tutti i ruoli, <strong>gestendo favori, pulendo denaro, partecipando al cambio delle norme</strong>.</p>
<p>Dei tre riti è quello più efficace, perché rende difficoltosa e quasi  impossibile ogni indagine, in un intreccio di nomi, somme e documenti,  legittimi e non, che nemmeno gli sceneggiatori dell’interminabile  Beautiful ci capirebbero qualcosa. Dei tre riti è chiamato ‘emiliano’,  non certo senza un perché, visto che il Sole 24 Ore segnala che ben il <strong>61%</strong> <strong>degli appalti pubblici del capoluogo di  Regione, Bologna,</strong> avviene per assegnazione diretta, senza alcuna gara.</p>
<p><strong>LA BILIOTECA DEI RIFIUTI TOSSICI -</strong> Biblioteca Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, Bologna. Qui Carlo <strong>Lucarelli</strong>,  lo scrittore, tiene incontri culturali parlando di lotta alla  criminalità. Un fiore all’occhiello, un vanto costruito dalla ditta  calabrese Ciampà.</p>
<p>Ciò che puzza – e come potrebbe essere diversamente – è che l’azienda  di costruzioni, con un certificato antimafia che va e che viene, non  potrebbe partecipare ad appalti perché coinvolta nell’inchiesta ‘Black  Mountain’.  Puzza perché l’indagine della magistratura, che non è  proprio <em>un’inchiestina</em>, accusa la società calabrese di aver miscelato a materiali da costruzione ben <strong>350mila tonnellate di rifiuti tossici</strong>. Amorosi  questi fatti li conosce bene e li denuncia da quando, assessore alla  Casa e alle politiche abitative del Comune di Bologna per i Verdi, non  inciampò in strani silenzi.</p>
<p>“<em>La ristrutturazione avviata nel 2003 per un complesso di case  popolari, pagata ben 6.000.000 di euro da chi mi aveva preceduto in  Giunta, aveva dei significativi rallentamenti. Iniziai ad indagare ma  nessuno voleva darmi delle risposte, c’era una strana omertà, erano  tutti fuorvianti. Venni a scoprire che la ditta responsabile dei lavori  era Enea, controllata da Pietro Nucera, cassiere del clan dei Nuvoletta,  e che era stata posta sotto sequestro dal Tribunale di Napoli. Ma  nessuno voleva dirlo, nessuno voleva toccare l’argomento”</em>.</p>
<p>Ma i casi di appalti poco trasparenti sono moltissimi, “<em>basti  pensare che a Bologna la firma al progetto della ristrutturazione di  Piazza Maggiore e i lavori alla Pinacoteca delle Belle Arti sono opera  della ICLA di Napoli, società controllata dai clan Alfieri e Nuvoletta</em>”.</p>
<p><strong>COMBATTERE I TARLI CON L’ANTIPOLVERE</strong> – Antonio di  esempi potrebbe farne a centinaia, tutti raccolti nel suo blog e tutti  denunciati. Per certi fatti ha un fiuto particolare, un olfatto  meridionale frutto dell’adolescenza passata tra Salerno, trapiantato a  14 anni a Bologna nell’ area Pilastro-San Donato, in cui i compagni di  scuola si facevano di eroina e ai piani alti dei palazzi si scontavano i  domiciliari, dove tutti sapevano ma nessuno ammetteva. Ma se al  meridione la criminalità ha il controllo militare e la gente non parla  per paura, in Emilia Romagna e in tutto il Nord a volte non si parla per  uno stupido orgoglio. Troppo spesso gli emiliani hanno nascosto dietro  al sorriso del benessere una realtà diversa; e la loro regione è  diventata un mobile antico, lucidato fuori ma corroso dentro. I tarli,  sempre loro, che però non vanno via con l’antipolvere ma con forti e  puzzolenti insetticidi. Ma chi vuole un mobile che puzza?</p>
<p>Di certo non lo vogliono a Sant’Agata bolognese, paesino tra Modena e  Bologna. Il 30 agosto 2009, Giorgio Simonetti, allora di 22 anni,  affiliato al clan dei Casalesi, venne arrestato dai carabinieri per aver  colpito più volte, con estrema violenza e senza alcun motivo, un uomo  senegalese all’interno di un bar. Un fatto insolito, come insolita è  stata la reazione di una trentina tra<strong> i parenti e gli amici del ragazzo, che hanno assaltato la caserma</strong>.  Scene già viste in alcuni paesi della Campania, ma non certo in un  piccolo paesino del bolognese. La prova di un atteggiamento cambiato, di  nuovi rapporti nella società.</p>
<p>Non certo una bella pubblicità per Sant’Agata Bolognese, i cui  dirigenti, più che chiedersi quali cambiamenti sociali stavano  investendo il loro bel paese, hanno lanciato una campagna promozionale  per rilanciarne l’immagine. Nemmeno si fosse intaccato il turismo di una  nuova Parigi.</p>
<p><strong>NON CI SI BAGNA SE PIOVE DENARO</strong> – Ma il silenzio che  da decenni accompagna il fenomeno grave e subdolo delle infiltrazioni  mafiose, a lungo è stato taciuto per interesse, non solo per esigenze di  buona pubblicità. Se un tempo erano le rimesse dei napoletani, dei  siciliani, dei calabresi emigrati al Settentrione a muovere flussi di  denaro da Nord a Sud, da tempo ormai il processo è inverso: sono  imponenti i fiumi di denaro, che, risalendo lo stivale e straripando  oltre i margini della legalità, confluiscono in Emilia, Piemonte e  Lombardia. Soldi macchiati di sangue e di droga, estorti con la violenza  ai commercianti meridionali, che al Nord vengono ripuliti senza fare  troppe domande. Se piove denaro, state pur certi che nessuno se ne  lamenterà.</p>
<p>“<em>La mafia è un problema più dell’Emilia e del Nord che del Sud </em>– spiega ancora Amorosi – <em>perché è qui che avvengono i grossi movimenti, qui che i risultati restano nel tempo, legati al territorio, alle persone</em>”.</p>
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		<title>CANTO E VOCE -TUTTO IN UN GIORNO- STAGE FULL IMMERSION</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 13:49:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[18 MARZO 2012 a BOLOGNA stage-full immersion di una giornata dalle ore 12.00 alle ore 21.00- via della Beverara 86 Per chi vuole scoprire l’incredibile potenza e unicità della propria voce. Per chi parla per molte ore e non si sente padrone della propria voce, per chi canta, recita e si ritrova affaticato o afono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/Vol-cor-18MARZO-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4317" title="Vol-cor-18MARZO-2012" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/Vol-cor-18MARZO-2012-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<h2><strong>18 MARZO 2012 a BOLOGNA stage-full immersion di una giornata dalle </strong><strong>ore 12.00 alle ore 21.00- <strong>via della Beverara 86 </strong><br />
</strong></h2>
<p><strong>Per chi vuole scoprire l’incredibile potenza e unicità della propria voce.</strong></p>
<p>Per chi<strong> parla per molte ore e </strong>non si sente <strong>padrone della propria voce</strong>, per <strong>chi canta</strong>, <strong>recita</strong> e si ritrova affaticato o afono, per chi vorrebbe essere <strong>più efficace</strong> nella trasmissione della parola,<strong> per chi la usa</strong> nel<strong> lavoro </strong>e si sente insoddisfatto (per insegnanti, conferenzieri, formatori, cantanti, attori, ecc…), per chi <strong>non si riconosce </strong>del tutto nella propria emissione, per chi ne vuole sviluppare<strong> l’uso terapeutico</strong> o se vi piace cantare e parlare ma non vi sentite appagati da voi stessi. Per usarla per <strong>moltissime ore senza affaticamento o inutili tensioni</strong>.<strong><strong> Per vedere il lavoro che faremo guarda il video   <a title="Scoprilatuavoce" href="http://www.youtube.com/watch?v=6plXM_gAves" target="_blank">scoprilatuavoce</a></strong></strong></p>
<p><strong>per informazioni più dettagliate e iscrizioni allo stage</strong><strong> </strong></p>
<p>inviare una mail a <strong><a href="mailto:laboratoriodellavoce@hotmail.it">laboratoriodellavoce@hotmail.it</a> </strong></p>
<p>o telefonare al <strong>3311135248 </strong>http://vocecanto.wordpress.com/2012/02/14/voce-canto/</p>
<p>La preiscrizioni e prenotazioni di un posto vengono fatte via mail o al telefono.<br />
<strong>Corso di tecniche moderne e sperimentali per l’impostazione e la trasformazione della voce parlata e cantata</strong> (tenuto da Antonio Amorosi)</p>
<p><em>Lo stage ha come obiettivo quello di trasformare le proprie  capacità e impostazioni superando i propri confini vocali (intesi come  impatto e stile: per il teatro, per il parlato, per conferenze, per  qualsiasi genere di canto, leggero, lirico, rock, punk, metal,  industria,l ecc…) </em></p>
<p><em>Il fine del corso è aumentare la consapevolezza dello strumento e  scoprirne l’uso. Si rivelerà dentro di sé in una combinazione unica  ritmo, armonia, suono, rumore creando una voce duttile, dinamica,  potente, espressiva ed inesauribile. La voce è un veicolo di  orientamento spaziale e come macchina produttrice di suono è un mezzo  dalle connotazioni materiali definite e inesauribile.</em></p>
<p><strong><a href="http://laboratoriodellavoce2000.blogspot.com/2009/09/metodologia-e-argomenti-per-cambiare-la.html" target="_blank">Metodologia e argomenti per cambiare la propria voce</a> </strong></p>
<ul>
<li>tecniche di respirazione di base e respirazione profonda</li>
<li>uso pratico delle tecniche di rilassamento profondo</li>
<li>tensioni e blocchi corpo/cervello</li>
<li>spazializzazione del suono della voce</li>
<li>applicazione della potenza sonora del corpo</li>
<li>lo stadio vocale primario, il KI AI</li>
<li>centri energetici vocali e fonazione</li>
<li>il suono e la pratica della voce come limite</li>
<li>la pratica della voce come invenzione</li>
<li>apertura dell’estensione sonora</li>
<li>attacco e i primi risuonatori</li>
<li>la voce come veicolo spaziale totale</li>
<li>tecniche miste di respirazione</li>
<li>l’uso del fiato residuo</li>
<li>fisiologia del canto e sviluppo personale</li>
<li>uso pratico delle risonanze</li>
<li>le sezioni del diaframma il suo uso attivo</li>
<li>la bilancia pelvica e la potenza del corpo</li>
<li>l’appoggio classico</li>
<li>potenziamento muscolare ed apertura della voce</li>
<li>la voce come macchina sonora</li>
<li>il suono e gli intervalli sonori</li>
<li>apertura della maschera tradizionale</li>
<li>risuonatori ed estensori spaziali</li>
<li>le fonoarticolazioni</li>
<li>cantare una canzone</li>
<li>ideare un’improvvisazione</li>
<li>gestione di una perfomance</li>
<li>davanti a una platea</li>
<li>strumenti per catturare e mantenere l’attenzione del pubblico</li>
<li>gestione degli stati emotivi</li>
<li>cantare un testo</li>
<li>uso sonoro della scrittura</li>
<li>armonici e diplofonie</li>
<li>la voce come rumore</li>
<li>rottura dei propri confini vocali</li>
<li>la voce come esercizio radicale che ti cambia</li>
<li>i generi cantati e la mutazione della voce</li>
<li>trasformarsi nella propria voce preferita</li>
<li>diventare cantanti unici</li>
</ul>
<p><strong><a href="http://laboratoriodellavoce2000.blogspot.com/2009/09/cosa-fare.html" target="_blank">Come lavoreremo</a> </strong></p>
<p>La voce continua a mantenere nel tempo l’aura di <strong>entità misteriosa</strong>, di mezzo dalle connotazioni tecniche indefinite. Uno dei pregiudizi piu’ diffusi considera il canto e “l’uso della voce” <strong>appannaggio di “pochi eletti</strong>“;  la cultura musicale accademica ne riduce l’utilizzo, rinchiudendola in  una didattica di insegnamento che è sempre semplice limatura di  imperfezioni. Noi lavoriamo su unpensiero-sonoro espressivo che mostra  come la voce non sia<br />
il frutto della predisposizione e del talento innati. Niente è al tempo  stesso più vicino e lontano della voce, visto l’uso costante che ne  facciamo parlando. La voce è uno strumento astratto e poco afferrabile.  L’accademismo la rinchiude nella ripetitività, rendendola sgusciante,  immateriale, impalpabile, inafferrabile, povera e debole, cioè  sclerotizzata nell’uso quotidiano e ridotta a pochissimi moduli.</p>
<p>Per lavorare sulla voce occorre <strong>dimenricarsi il sapere musicale convenzionale</strong>,  che da preminenza alle partiture scritte e incanala le tensioni interne  in generi, modi e stili. La cultura musicale in genere considera degli  handicap non saper leggere e scrivere la musica. Noi li consideriamo una  ricchezza, un vantaggio. Partiamo dal<strong>le pulsioni</strong> dei  nostri nervi, e da essi costruiamo un pianeta di suoni adatti alla  nostra personalità. Nel nostro metodo di lavoro e’ il ritmo e la  pressione interna a spingerci nel percorso della ricerca sonora. Il  suono dunque non discende dalla lettura di una partitura scritta o da  uno stimolo esterno a cui uniformarci. Ma si sviluppa dal nostro corpo  per incotrare in un secondo momento la musica convenzionale. In questo  modo, non solo rinforzeremo la voce posseduta, liberandola da un numero  sempre maggiore di autolimitazioni, ma daremo anche vita ad un <strong>percorso di formazione globale</strong> al suo uso radicale. Il nostro lavoro parte da quello che si puo’  definire la necessita’ del pensiero di rivelarsi nello spazio e di <strong>dare suono alle idee o semplicemente di cercare di materializzare delle sensazioni</strong>: riuscire cioe’ a <strong>sonorizzare le sensazioni del corpo</strong>, l’attivita’ dell’immaginazione e del pensiero materializzandoli spazialmente. La voce non è uno strumento ma un veicolo <strong>di orientamento spaziale.</strong> E’ un’entità che cerca, si muove, si aggrappa, si rompe, spinge, cade,  si divincola, si rialza, corre, respira, ecc… nello spazio interno ed  esterno a noi stessi. Ha una potenza incredibile. Basta solo riattivarla  per ritornare alla forza vocale che avevamo quando eravamo in fasce e  gridavamo per ore senza perderla!</p>
<p>La prima cosa che bisogna fare è aprire il corpo alla voce e sperimentare l’insieme delle chiavi che ci permettono di <strong>aprire i suoni</strong>.  Per “ricerca sonora” intendiamo l’abolizione degli stili, dei “modi” di  cantare (sempre legati al proprio tempo), insistendo sulla categoria di  “superamento dei propri limiti”, che sono da intendere quali limiti  interni, e al tempo stesso, esterni alla persona. Quello che tenteremo  di fare è di agganciare il corpo alla testa e ricercare quello che  sembra ‘impossibile:<strong> la ricerca animale del proprio essere veicolo produttore totale di suono</strong>.  Centrale è la consapevolezza delle proprie capacita’, e quindi delle  possibilita’ estreme che ha questo veicolo di percorrere tragitti mai  percorsi prima. Intendere la voce nella tonalità delle sue possibilita’,  non solo come ricerca del bello, dell’armonioso o soggetto di  imitazione, ma anche come mezzo inventore di suoni, di ogni natura:  lirici, di percussione, fricati, distorti, rumorosi, meccanici, ecc… Per  questo il compito da assolvere sara’ quello di annodarci alle tecniche  della voce nella cultura orale, accelerando la crescita interna del  soggetto con le sue azioni spaziali ed esteriori. Ci muoveremo nella  direzione della materialita’ dell’utilizzo veicolo-voce, per scardinare  limiti e imporre ai suoni i luoghi di frequentazione piu’ vicini alla  propria personalita’. Non esiste suono senza un cambiamento, senza una  trasformazione. Se definiamo i limiti della voce come limiti del corpo e  della capacita’ immaginativa del cervello lo diciamo consapevoli di  potere attivare nuovi meccanismi di emissione a produrre suoni,  concentrando il lavoro di ricerca su noi stessi, facendo delle nostre  tensioni l’unica ricchezza possibile: <strong>praticando il suono nella sua più intima materialita’. </strong></p>
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		<item>
		<title>PARLARE IN PUBBLICO STAGE FULL IMMERSION  IN UN GIORNO</title>
		<link>http://www.antonioamorosi.it/2012/02/14/parlare-in-pubblico/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[11 MARZO 2011 DALLE ORE 12.00 ALLE ORE 21.00 Per parlare in pubblico senza paura, essere padroni della propria voce,  per riunioni di  lavoro, per presentazioni, per gestire una platea e tenerla in pugno. Per usare la voce per moltissime ore senza affaticamento o inutili tensioni diventando dei comunicatori d’impatto. Il corso si tiene a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/MANIFESTO-WEB-public-speaki.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4274" title="MANIFESTO-WEB-public-speaki" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/MANIFESTO-WEB-public-speaki-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><strong> 11 MARZO 2011 DALLE ORE 12.00 ALLE ORE 21.00</strong></h2>
<p>Per <strong>parlare in pubblico</strong> <strong>senza paura</strong>, essere <strong>padroni della propria voce</strong>,  per riunioni di  lavoro, per presentazioni, per gestire una platea e tenerla in pugno. Per usare la voce per moltissime ore senza affaticamento o inutili tensioni diventando dei comunicatori d’impatto.</p>
<p>Il corso si tiene a Bologna in via Beverara 86</p>
<p>iscrivetevi<strong> </strong>a <strong>laboratoriodellavoce@hotmail.it </strong></p>
<p>o telefonare al <strong>3311135248</strong></p>
<p>http://vocecanto.wordpress.com/2012/01/28/new/</p>
<p>Presentazione del corso</p>
<p>Il corso si sviluppa in<strong> tre  fasi</strong> fondamentali : <strong>consapevolezza </strong>della<strong> propria voce</strong>, apprendere una tecnica di scrittura e <strong>comunicazione efficace</strong> (il testo e la voce), la <strong>performance in pubblico</strong>. <strong>Per vedere il lavoro che faremo guarda il video   <a title="Scorpilatuavoce" href="http://www.youtube.com/watch?v=6plXM_gAves" target="_blank">scoprilatuavoce</a></strong> (si specifica che le riprese in questo caso sono di un corso di canto con la stessa metodologia)<br />
L’uso <strong>consapevole della propria voce, come non perderla, utilizzarla al massimo dell’efficacia e con finalità persuasive</strong><br />
•    Tecniche di respirazione di base e respirazione profonda<br />
•    Uso pratico delle tecniche di rilassamento profondo<br />
•    Tensioni e blocchi corpo/cervello<br />
•    Spazializzazione del suono della voce<br />
•    Applicazione della potenza sonora del corpo<br />
•    Lo stadio vocale primario, il KI AI<br />
•    Centri energetici vocali e fonazione<br />
•    Il suono e la pratica della voce come limite<br />
•    La pratica della voce come invenzione<br />
•    Apertura dell’estensione sonora<br />
•    La voce come veicolo spaziale totale<br />
•    Tecniche miste di respirazione<br />
•    Uso attivo del diaframma<br />
•    Dinamiche, pause, volumi, accenti e intervalli nell’uso della voce<br />
•    Fonoarticolazioni e trasformazione del timbro<br />
•    Scoprire la potenza della propria voce<br />
•    Rottura dei propri confini vocali</p>
<p><strong>Come si prepara un discorso e Storytelling</strong><br />
•    I cinque sensi e il linguaggio<br />
•    Uso sonoro della scrittura<br />
•    Come trasformare le proprie intenzioni in una comunicazione d’impatto<br />
•    La manipolazione efficace del linguaggio<br />
•    Il testo efficace, editing<br />
•    Agganciare il pubblico e farlo diventare tutt’uno con la propria storia<br />
•    Trasmissione dei benefici dell’ascolto</p>
<p><strong>La Performance</strong></p>
<p>•    Equilibrio corpo/mente-cuore  per centrarsi e imparare a comunicare<br />
•    Gestione degli stati emotivi<br />
•    L’energia<br />
•    Essere unici<br />
•    Non aver paura del palcoscenico<br />
•    L’orientamento dell’ascolto<br />
•    Espressione della leadership attraverso il discorso</p>
<p>Didattica<br />
Il corso prevede il <strong>coinvolgimento diretto dei corsisti in attività individuali</strong> e di gruppo partendo sin dall’inizio con la pratica di esercizi fisici alla scoperta della voce sino all’<strong>editing e alla performance di testi</strong>.</p>
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		<item>
		<title>LA SUPER BANDA LARGA E’ IN ARRIVO NELLE CITTÀ ITALIANE?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Telecom Italia, con il presidente Franco Bernabè, è stata ascoltata in questi giorni dalla Commissione trasporti e telecomunicazioni alla Camera. Ha spiegato come porterà nei prossimi anni la banda larghissima in 99 città italiane: in una prima fase tramite fibra fino alle centraline con la velocità che cambia a seconda del collegamento con le abitazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/banda-larga.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4269" title="banda larga" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/banda-larga.jpg" alt="" width="224" height="224" /></a></p>
<p>Telecom Italia, con il presidente Franco Bernabè, è stata ascoltata in questi giorni dalla Commissione trasporti e telecomunicazioni alla Camera. Ha spiegato come porterà nei prossimi anni <strong>la banda larghissima in 99 città italiane</strong>: in una prima fase tramite fibra fino alle centraline con la velocità che cambia a seconda del collegamento con le abitazioni. In una seconda fase, entro il 2014, con la fibra fino a 100 Megabit fin nelle case.<br />
Ci saranno problemi però sull&#8217;ubundling, cioè il passaggio all&#8217;operatore alternativo (come è noto la rete è sempre di Telecom ma gli operatori che ne affittano la banda possono essere alternativi). Quindi sembra proprio che saranno solo gli utenti Telecom a usufruire dell’eventuale banda con certezza. <strong>I problemi strutturali restano </strong>tutti e allora serviranno eventuali fondi pubblici per <strong>compensare il grave digital divide</strong>, il divario tra chi accede e chi no alle tecnologie della rete, che persiste in Italia.<br />
<strong>Amakai,</strong> una delle aziende mondiali più importanti che fornisce una piattaforma per la distribuzione di contenuti via Internet ha pubblicato il <strong>Rapporto sullo Stato della rete relativo al terzo trimestre 2011</strong>. Gli italiani dispongono di connessioni ADSL con una velocità media di 4 Mbps. La media internazionale è di circa 2,7 Mbps. Ma rispetto ai paesi più avanzati siamo in netto ritardo. Infatti Akamai colloca <strong>l’Italia al quarantesimo posto della classifica mondiale broadband</strong>. Svetta ancora una volta la Corea del Sud (16,7 Mbps), con picchi di connessione da 46,8 Mbps. In generale la diffusione della banda larga ad alta velocità (superiore ai 5Mbps) è cresciuta del 29%. Per quanto riguarda la connettività mobile, sempre secondo Akamai, la velocità media globale è compresa tra i 6,1 Mbps e i 327 kbps, con picchi che variano dai 22,2 Mbps a 1,4 Mbps.</p>
<p>In Italia esiste un divario di circa 2 Mbps tra il provider più performante (3,3 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (1,3 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 8,4 Mbps ai 17,4 Mbps.</p>
<p>Completa il quadro il rapporto Audiweb aggiornato a dicembre 2011: la diffusione complessiva della connessione Internet nel nostro Paese è cresciuta del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2010 e ora sono ben 35,8 milioni gli italiani tra gli 11 e i 74 anni che dichiarano di accedere a Internet.</p>
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		<item>
		<title>DIAMO IL NETTUNO D&#8217;ORO DI BOLOGNA AL CAPO DELLA SQUADRA MOBILE FABIO BERNARDI</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Apprendiamo da indiscrezioni che il Capo della Squadra Mobile di Bologna Fabio Bernardi lascerà la nostra città per nuovi incarichi. È un fatto importante, determinante e sicuramente negativo per la città. Perdiamo un riferimento professionale di grandissima levatura. Ha fatto tanto in questi anni. Con l’inchiesta “Non plus ultra” ci ha mostrato come Bologna sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/fabio-bernardi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4261" title="fabio bernardi" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/02/fabio-bernardi.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Apprendiamo da indiscrezioni che il <strong>Capo della Squadra Mobile di Bologna Fabio Bernardi</strong> <strong>lascerà la nostra città</strong> per nuovi incarichi. È un fatto importante, determinante e sicuramente negativo per la città. <strong>Perdiamo un riferimento professionale di grandissima levatura</strong>. Ha fatto tanto in questi anni. Con <strong>l’inchiesta “Non plus ultra”</strong> ci ha mostrato come Bologna sia un trampolino di lancio per le nuove droghe italiane o come nel <strong>“caso Cipea”</strong> quanto l&#8217;opacità delle amministrazioni pubbliche sia un male. Con le inchieste <strong>“2 Torri connection” e “Broker”</strong> da quanti decenni Bologna sia diventata preda della <strong>criminalità organizzata e del narcotraffico della ‘Ndrangheta</strong>. In soli quattro anni e in centinaia di indagini, scavando, cercando dove gli altri si fermano, con quel senso di <strong>abnegazione</strong> che ne ha fatto un poliziotto speciale. Il grande merito di questo uomo è stato aprire le istituzioni facendo diventare la Squadra Mobile di Bologna un punto di riferimento e di prossimità per tutti i cittadini. Mi sento in dovere di fare questo appello. Lo sento proprio come un dovere che vorrebbe essere sopra le parti nel cercare di <strong>unire chi, </strong> a vario titolo,<strong> partecipa alla vita pubblica </strong>perché le divisioni sono un limite a cui possiamo rimediare tutti. Bernardi è famoso per essere un uomo d’azione ma sempre leale con le istituzioni. Mai un parola sopra le righe, al servizio della collettività anche quando è difficile farlo e contrasta con il quieto vivere. Ci ha dato la speranza, mostrandoci che <strong>le istituzioni sono fatte da uomini e gli uomini possono sempre fare la differenza</strong> contro le difficoltà, la burocrazia che non funziona o “l&#8217;abitudine” che a volte è un freno ancora più grande. Sarebbe un gesto importante per la società bolognese, il suo mondo culturale e imprenditoriale, un gesto che questa persona merita nel tentativo di sentirci uniti guardando all’idea di città trasparente come<strong> profondo legame che ci riunisce e raccoglie i nostri valori</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL GIORNO DELLA MEMORIA</title>
		<link>http://www.antonioamorosi.it/2012/01/27/il-giorno-della-memoria/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 00:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Le radici della nostra vecchia Europa risiedono proprio qui,  nel dramma della morte dei milioni di ebrei perpetrata dall&#8217;ideologia nazista. Nel riconoscimento dell&#8217;Olocausto come parte della nostra storia comune e nei fondamenti dei nuovi diritti dell&#8217;uomo che da esso sono nati. L&#8217;Europa che oggi sembra tanto in crisi dovrebbe ritrovare la propria ragione di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/01/deportati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4253" title="deportati" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/01/deportati.jpg" alt="" width="194" height="134" /></a></p>
<p>Le radici della nostra vecchia Europa risiedono proprio qui,  nel dramma della morte dei milioni di ebrei perpetrata dall&#8217;ideologia nazista. Nel riconoscimento dell&#8217;Olocausto come parte della nostra storia comune e nei fondamenti dei nuovi diritti dell&#8217;uomo che da esso sono nati. L&#8217;Europa che oggi sembra tanto in crisi dovrebbe ritrovare la propria ragione di essere partendo da questi valori comuni. Oggi 27 gennaio 2012, è  il sessantasettesimo anniversario dall’apertura  dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa.</p>
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		</item>
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		<title>DRAMMA A BOLOGNA: GIOVANE INTERNAUTA SI SUICIDA MA NON E’COLPA DI FACEBOOK</title>
		<link>http://www.antonioamorosi.it/2012/01/23/dramma-a-bologna-giovane-internauta-si-suicida-ma-non-e%e2%80%99colpa-di-facebook/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte per la città]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ successo a Crevalcore che un giovane 23 enne si sia tolto la vita gettandosi dalla finestra. Lavorava in un discount di Anzola. Una realtà che gli stava stretta. Era appassionato di musica e frequentava un corso per fonico. Ha lasciato alcuni messaggi dedicati al nonno scomparso l’anno scorso e alla sua ex. Un ragazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/01/help-me.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4246" title="help me" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/01/help-me-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>E’ successo a Crevalcore che un <strong>giovane 23 enne si sia tolto la vita </strong>gettandosi dalla finestra. Lavorava in un discount di Anzola. Una realtà che gli stava stretta. Era appassionato di musica e frequentava un corso per fonico. Ha lasciato alcuni messaggi dedicati al nonno scomparso l’anno scorso e alla sua ex. <strong>Un ragazzo sensibile che aveva un feeling particolare con i suoi nonni ed era un assiduo frequentatore di Facebook</strong>. <strong>I genitori</strong> colpiti dall’immenso dolore hanno <strong>criticato la funzione dei social network che isolano le persone.</strong><br />
“I messaggi e gli sfoghi nelle bacheche virtuali di un amore interrotto, i link, le chat, gli sms agli amici, hanno preso il posto di quelle sane discussioni con i genitori. Quando ci si guardava negli occhi».<br />
Per una perdita così drammatica non si riesce a dare risposte e si resta sconvolti per sempre. La giovane età e le fasi della crescita sono pieni di insidie e di pericoli. Se c’è una fragilità o una grande sensibilità bisogna avere la fortuna di munirsi di strumenti per contrastare le eventuali insidie connesse. Non sempre ci si riesce e il mondo che ci circonda non è attrezzato per aiutarci.<strong> I social network sono solo uno strumento, un amplificatore di quello che c’è nella realtà</strong>. Se la realtà che ci circonda produce frustrazioni e non esistono anticorpi per potersi difendere <strong>non è con i social network che bisogna prendersela. Sarebbe come prendersela col telefono semplicemente perché prima di un gesto si sia parlato con quel mezzo.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PREVENIRE I TUMORI: ECCO IL LIBRO</title>
		<link>http://www.antonioamorosi.it/2012/01/23/prevenire-i-tumori-ecco-il-libro/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antonioamorosi.it/?p=4241</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) presenta al grande pubblico un libro fondamentale per scoprire l&#8217;incidenza nella catena alimentare degli impianti industriali soprattutto per quanto riguarda le malattie rischiose per la salute come il cancro. &#8220;Ambiente e tumori&#8221; è il titolo del testo che verrà presentato 26 gennaio alle ore 17 presso il Salone Comunale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/01/inceneritore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4242" title="inceneritore" src="http://www.antonioamorosi.it/wp-content/uploads/2012/01/inceneritore.jpg" alt="" width="292" height="172" /></a>L&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) presenta al grande pubblico un <strong>libro fondamentale per scoprire l&#8217;incidenza nella catena</strong> alimentare degli impianti industriali soprattutto per quanto riguarda le malattie rischiose per la salute come il cancro. <strong>&#8220;Ambiente e tumori&#8221; </strong>è il titolo del testo che verrà presentato <strong>26 gennaio alle ore 17 presso il Salone Comunale di Piazza Saffi a Forlì</strong>. Oltre all&#8217;AIOM il volume è patrocinato dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Forlì Cesena e del Comune di Forlì ed è sostenuto anche dall&#8217;Associazione Italiana contro Leucemie,  Linfomi, Mieloma (AIL).<br />
Il volume è uno strumento di riflessione che cerca di offrire prospettive innovative alla malattia. Anche per capire quanto sia importante ridurre l&#8217;esposizione delle persone ad inceneritori, centrali a carbone ed altri inquinanti. Quelli ambientali sono molto aggressivi e vivono nel nostro contesto quotidiano. Il volume propone di <strong>adottare una vera e propria Prevenzione Primaria </strong>per evitare l’insorgere delle malattie.</p>
<p>Discuterranno del volume in quella giornata il Sindaco di Forlì, <strong>Prof. Roberto Balzani</strong>, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Forlì Cesena, <strong>Dott. Giancarlo Aulizio</strong> ed  il Segretario Nazionale AIOM  <strong>Dott. Carmine Pinto</strong>,.  il <strong>prof. Francesco Boccardo </strong>Oncologo dell’Istituto Tumori di Genova e relazioneranno , come coautori del Progetto il <strong>Dott Ruggero Ridolfi</strong> e la <strong>Dott.ssa Patrizia Gentilini,</strong> Presidente ISDE Forlì Cesena e il <strong>Dott. Paolo Crosignani</strong>, Direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.</p>
<p><strong>Il testo del volume  è interamente scaricabile gratuitamente </strong>e con libero accesso sul sito dell’Associazione:</p>
<p>http://www.aiom.it/Attivit%E0+Scientifica/Documenti+AIOM/Position+paper/Progetto+Ambiente+e+Tumori/1,5352,1,</p>
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