PORCEDDADAY


C’è aria di derby appeninico in città. Bologna Fiorentina si disputa oggi e i tafferugli, gli scontri e le risse tra le tifoserie del passato riemergono nella memoria di chi ricorda. Intanto qualcos’altro è successo. Un gruppo di imprenditori ha dimostrato che il Bologna Calcio si poteva salvare dal fallimento. Panem et circenses dicevano i romani ricordando che si governava assicurando il consenso popolare con elargizioni economiche e con la concessione di svaghi a coloro che erano governati (le corse dei carri tirati dai cavalli che si svolgevano al Circo Massimo). Oggi chi governa, per l’impreparazione, la corruttela e l’improvvisazione con cui agisce, non è in grado neanche di allacciarsi le scarpe. Impossibile pensare alle pur volgari elargizioni economiche. In tutti i sensi ciò che sembra garantito è solo il circo.

Ecco il pezzo che abbiamo scritto e che apparirà oggi allo stadio nel n°8 della rivista Forza Bologna. Qui lo trovate on line con il resto della rivista.

Bravi. Dopo Tacopina, Taci e Porcedda serviva un colpo di reni. Il dramma del Bologna Football Club,  esploso in tutte le sue proporzioni tra penalizzazione, contratti non pagati, truffe, fughe, ritorni di presidenti  e promesse da quaquaraquà volgeva al termine. Il presidente Porcedda dal canto suo, venuto dal nulla e non muovendosi da lì, non aveva niente da dire e lo diceva molto bene ogni volta che apriva bocca. Inutili le serenate dei tifosi che gli recapitavano una bara e una testa di porco impalata. Che fosse cotto si era capito ma stimolarlo a “darsi una mossa” non è stato facile e tutto sembrava scorrere irreparabilmente verso il fallimento. E invece con il crac alle porte un’operazione guidata da Giovanni Consorte di Intermedia ha capovolto la situazione creando una cordata di imprenditori e personaggi pubblici capaci di metterci del proprio ed evitare il ruzzolone. Massimo Zanetti di Segafredo, Gianni Morandi, Giorgio Romani del Gruppo Cir Serenissima, Giulio Romagnoli del gruppo Romagnoli Spa, Riccardo Yien del Gruppo Cartal, Marco Pavignani di Plastiche Marconi, Marco Scapoli dell’Azienda Biochimica ed altri hanno salvato la situazione. Bravi. E’ la dimostrazioni che le soluzioni positive si possono sempre trovare ma solo se si vede in ogni problema una sfida per capovolgere il già dato. La scelta di Morandi, presidente onorario, ne è l’emblema migliore. Se si  esclude “il neo” Baraldi ogni mossa è stata azzeccata. La dichiarazione in conferenza stampa di Massimo Zanetti che un nuovo stadio, con relativo business-bluff, non sia prioritario è stato un altro bel segnale. Ri-bravi. Adesso si riparte fiduciosi in attesa di non ripetere gli spettacoli già visti.

C’è poco da sottolineare invece sulle ultime due ultime gare in attesa della Fiorentina. Bologna-Milan arbitrata da Rocchi fa segnalare il giusto rigore su Di Vaio per il fallo commesso da Seedorf. Ma SuperMarco è nervoso per l’atteggiamento di Rocchi, troppo permissivo nei confronti dei milanisti, e non realizza. Le tre reti rossonere sono però il frutto di una diversa attitudine mentale delle squadre e si vede. In Parma-Bologna invece oltre al volo spettacolare di Viviano, che nel secondo tempo azzittisce Crespo, si è visto ben poco e per giunta a bassa velocità di esecuzione. Il gioco è liberato solo dal triplice fischio dell’arbitro Russo che ci salva. Partita mancata. Si dice invece che non mancherà di assistere alla prossima gara in curva l’ex presidente Porcedda. Indiscrezioni fanno sapere che si vestirà da lattuga per non indispettire i numerosi tifosi bolognesi, suoi indiscussi estimatori, i quali stanno già organizzando il Pordeddaday per non dimenticarne le gesta.

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