HANNO DETTO DI COOP CONNECTION

Coop Connection

«E’ dinamite, roba proibita»

Paolo Liguori, Tgcom24

«…straordinario […]. Ne ho apprezzato la vigoria. E’ come assistere ad un incontro di pugilato, per lo stomaco e la testa del lettore. Un libro fondamentale che racconta un pezzo della storia italiana dietro le quinte, fatto di ricostruzioni che sui giornali non avete mai letto. […] Mi ha molto colpito per la sua durezza… tagliente… pugnace. Ed è la prima volta che mi imbatto in una mega inchiesta sulla cooperazione in cui c’è questo rigore. […] Avessi una televisione ci farei 3 ore dalla prima serata in poi»

Oscar Giannino, Radio 24

«Amorosi ha ficcato il naso nell’apparato più segreto d’Italia, quello che finanzia e sorregge la stessa sinistra… un quadro impressionante, ricostruendo un mondo sconosciuto: traffici, speculazioni, agevolazioni, ma soprattutto obiettivi politici»

Maurizio Belpietro, Libero

«Esplosivo quanto e più di Gomorra. Perché noi associavamo già comunque la camorra al male. Qui, invece, si affronta un intreccio di sistemi ben più penetranti della camorra. Parliamo di sistemi mafiosi e di un sistema mafioso in senso lato che hanno una portata ben più potente, che raggiunge vari livelli della società ed è ben più preoccupante ed invasivo. E’ questo l’elemento esplosivo del libro. Mi aspetterei delle reazioni di sdegno e di attenzione all’altezza»

Michele Facci, consigliere comunale di Bologna

«Uno dei capitoli più duri è quello sui “nuovi schiavi invisibili” delle cooperative che fanno intermediazione di manodopera. Le storie raccolte in Coop connection parlano di giornate di lavoro senza nemmeno una pausa per mangiare, senza malattia, ferie. Un universo di simil schiavitù»

Chiara Brusini, Il Fatto Quotidiano

«Allora io consiglio Coop Connection… sulle vere ruberie… su un sistema»

Gianluigi Paragone, Radio 105

«…fa una certa impressione. Un libro che dovrebbero leggere, pagina dopo pagina, coloro che, con troppa disinvoltura parlano della “fine dei poteri forti”. …Una longevità del potere che non ha confronti. […] tosto e inquietante quando dai tavoli dell’economia e della politica si sposta nei gironi della criminalità organizzata. Le sequenze sono impressionanti»

Antonio Galdo, Il Mattino

«Così le coop speculano su di noi. L’intreccio perverso tra partito (Pd), impresa (coop), Stato e magistratura. Un sistema (marcio) che frutta miliardi e che non è soggetto alle leggi». Coop Connection ha il merito di scoperchiare il sistema»

Sergio Rame, Il Giornale

«E così dopo la Grande distribuzione organizzata, le assicurazioni e servizi, la Coop Connection tra il partito, l’impresa e lo Stato (attraverso i posti nella pubblica amministrazione), coinvolge sia le toghe che la malavita»

Luca Cirimbilla, L'ultima ribattuta

«Il sistema della rossa Emilia Romagna, che dietro al paravento del relativo (un tempo, forse) benessere nasconde una fittissima rete di malaffare. Buona parte della quale si snoda attorno al mondo delle cooperative»

Nicola Mattei, Il Primato Nazionale

«… un intreccio di interessi ed attività che quasi mai è stato così potentemente indagato e scoperchiato. […] Paragonabile ad una sorta di Gomorra delle attività lecite o meno della struttura economico-finanziaria sviluppatasi intorno a quel sistema di governo che ha fatto dell’Emilia Romagna, soprattutto, la vetrina della proposta sociale e politica di quello che è stato, prima, il più grande Partito Comunista dell’Occidente e, poi, il successivo PDS-DS-PD. […] Merita di essere apprezzato da chiunque non si voglia far abbindolare dallo storytelling renziano e perbenista del suo partito, a questo punto, vale la pena di suggerirne la lettura diretta e più attenta possibile. Ne vale davvero la pena»

Sandro Moiso, Carmilla - rivista letteraria

«Si tratta, invece, solo del più grande The Truman Show italiano? Tutto sdolcinato, ma tutto (o quasi) falso. E tutto molto ipocrita… […] Bene, forse è il tempo di svegliarsi. Secondo il giornalista d’inchiesta Antonio Amorosi, il celebre film di Peter Weir costituisce la migliore metafora per cercare di comprendere gli enormi inganni e le grandi bugie celati sotto il bonario-buonista-menzognero-infido mondo delle cooperative. Lo spiega, con gran dovizia di riferimenti documentati. […] Amorosi da un lato ha acquisito una sicura competenza nel campo dell’illegalità diffusa, dall’altro da tempo ha dimostrato di essere attendibile, oltre che coraggioso.»

Rino Tripodi, Lucidamente, rivista telematica

«Amorosi ci racconta in questo suo sconvolgente libro un’altra storia, una storia che andrebbe non solo letta, perché va detto, si tratta di un viaggio che si lascia leggere tutto d’un fiato, ma studiata e approfondita non solo per la puntualità con cui i dati sono descritti e documentati, ma per capire la nostra storia recente e più specificatamente, perché sia stata proprio la sinistra ex comunista a mettere in campo il più ampio programma di smantellamento dello stato sociale che l’Europa Occidentale abbia conosciuto dopo la Thatcher. “Se riesci a documentare il mondo coop vinci il Pulitzer” mi ha confidando ridendo l’ex presidente della municipalizzata HERA, Stefano Aldrovandi. Il modello coop a cui pensa è totalmente sconosciuto al pubblico italiano”…»

Marco Incardona, Il tempo di Dioniso

«Un lavoro certosino, che prova a violare l’impermeabilità di un apparato economico… Amorosi realizza una panoramica storica sul connubio fra sistema delle cooperative e sinistra italiana, intreccio saldissimo in grado di alterare gli equilibri di mercato e imporre le proprie prerogative»

Paolo Risi, Zest Letteratura sostenibile

Libri come Coop Connection, se letti con saggezza e spirito costruttivo, aiutano a evitare di gettare con l’acqua sporca anche il bambino.

Andrea Di Consoli, Il Sole 24 Ore

I COMMENTI DEGLI ALTRI LETTORI

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