IL BOLOGNA IN CHAMPIONS LEAGUE


Si sa, ognuno il Bologna Calcio lo mette dove vuole. O dove può!

Qualcuno ce l’ha anche nel cuore. E nel portafogli ne porta i segni perché il settore chiede risorse.

Infatti con l’intento di tranquillare le acque economiche della società è stato eletto il nuovo presidente del Bologna Calcio: è Albano Guaraldi, 51 anni, bolognese, geometra, originario di Cento. E’ titolare di Futura Costruzioni ed è consigliere e socio di Intermedia, la banca d’affari fondata da Giovanni Consorte.

E in tanto esce FORZA BOLOGNA n° 15

Lo trovate allo Stadio e qui on line

Come ogni numero eccovi il nostro pezzo nella rubrica SOTTO TIRO.

Un mondo completamente nuovo

Chi ama il calcio sa che una volta che ti senti arrivato è già finita.

Infatti con Brescia Bologna di domenica sentivi uno strano ronzio nelle orecchie. Erano le voci dei maligni che avevano parlato in settimana dando la partita già persa. Infatti dopo 9 minuti la squadra è sotto di due pappine e sembra assente. A centrocampo si rivede Krhin ma gioca part time, da addormentato, come il resto della comitiva ,d’altronde. Eppure ha classe e numeri come gli altri. Ma sembrano tutti con l’eccesso d’estasi nelle gambe. Non quello delle pasticche illegali. Quello che ci ricordava Zalone campione di incassi cinematografico per Santa Teresa D’Avila  del Bernini. Quando la Madonna presa dall’euforia per un’altra dimensione perde interesse per le cose terrene. Il Bologna sembra quella Madonna, trafitta senza pietà al cuore dall’angelo con una freccia. Infatti da qui a fine campionato il Bologna potrebbe perdere interesse a giocare e l’autorizzazione ad osare. La salvezza tra le mani. L’Europe league lontana. Non saper bene dove andare. Sentirsi in estasi. E le disattenzioni che fioccano con grande facilità. Ma il calcio è strategia, movimento delle sinapsi quando cervello e muscoli diventano tutt’uno. Come quando vedi un Rubin involarsi sulla fascia e sai già che ha pianificato la copertura in difesa e qualcuno difenderà il centrocampo nel caso gli avversari tentino uno strapuntino di contropiede. Ma questa volta no. Non è così. Perché da quella parte entrano come saette i bresciani. E dov’è un difensore centrale che riesca a contenere i colpi di testa continui? Non si sa. San Viviano fa le prove per diventare numero uno della nazionale. Vola come un angelo di qua e di là. Al punto da trovare anche lui un posto nella scultura del Bernini. Così quando Di Vaio inventa qualcosa e va sul 2 a 1 Re Malesani si accorge della situazione e prova a fare le mosse sullo scacchiere. Durante la pausa toglie Ramirez e prepara la squadra a scendere in campo più agguerrita. Ma anche se la voglia c’è i ragazzi perdono birra da tutti i pori e dopo pochi minuti sono di nuovo scarichi. Questa volta potevano permetterselo, dopo quello che ci hanno fatto vedere nelle ultime settimane. Ma “dimenticate ciò che è successo ieri e domani, e oggi. Stasera creeremo un mondo completamente nuovo” diceva Jimi Hendrix prima di imbracciare la sua chitarra ogni sera. Ed è questo che si pretende da una squadra che ha dimostrato di non temere nessuno. Né i deliri della passata società né il bastone delle corazzate quando sono state affrontate quest’anno. Quaranta punti sono buoni ad otto giornate dalla fine ma per chi si sente una squadretta di secondo ordine. Non per noi. Per un istante bisogna tagliare il contatto col come ci siamo immaginati e come ci vedono gli altri. Questo Bologna potrebbe osare farlo se sapesse cercare dentro di sé quel “mondo completamente nuovo” che ti da la motivazione senza ritegno: un arma che può sollevare il mondo.

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