Usano i soldi degli sms solidali per ammodernare una strada non colpita dal terremoto


 

Hai sbagliato? Ritenta, sarai più fortunato. Dopo la pista ciclabile la Regione Marche ci riprova con un strada «fantasma». Con i soldi degli sms solidali.

Ricordate i 5,5 milioni in sms inviati per aiutare i terremotati del centro Italia e che la Regione voleva destinare alla costruzione di una pista ciclabile?

Ne raccontammo nel luglio scorso sulle pagine della Verità e venne fuori il putiferio con il governatore Pd, Luca Ceriscioli, che cambiò rotta il giorno stesso, investendoli nelle strutture dei paesi crollati. «Per evitare polemiche», fu la motivazione formale. Molti paesi del cratere ancora erano rasi al suolo, migliaia di terremotati restavano senza casa, le casette di legno sostitutive venivano date col contagocce così come a rilento avveniva la rimozione delle macerie, pressoché tutte ancora per strada. La situazione oggi non è di molto cambiata. Infatti lo scorso 21 ottobre un centinaio di sindaci dei paesi colpiti ha protestato contro il governo per «i terremotati in ginocchio».

Ma con questo quadro disarmante scopriamo che la Regione lo ha rifatto: destinando altri 5 milioni di euro, degli stessi sms solidali, all’ammodernamento di un’altra strada che col terremoto non c’entra un bel nulla: la «ex SS238 Valdaso». L’arteria «ex SS238 Valdaso», come la chiama la Regione, collega Comunanza, cittadina dell’entroterra ascolano, alla località di Pedaso, sul mare ed è una strada che non è neanche stata sfiorata dal sisma. L’operazione è confermata da un documento rimasto in un cassetto e datato 7 agosto 2017: è la risposta scritta dell’ufficio speciale per la ricostruzione ad un ex consigliere dei 5 Stelle che chiedeva l’elenco degli interventi della Regione con il denaro degli sms.

L’ammodernamento della strada finì anche negli elenchi della cronaca locale ma nessuno notò che non c’entrava nulla con il terremoto. La risposta infatti traeva in confusione. «Quando uscì il nome non capimmo dove fosse», ci confida un funzionario regionale. La «ex SS238 Valdaso» infatti non esiste. Prima si chiamava strada statale 433 Valdaso (SS433), dal 2001 fino al 2016 è denominata strada provinciale 238 (SP238) e dal 2016 con la chiusura delle province si è trasformata in una strada Regionale (SP238 ex SS433). «Servivano i soldi per l’ammodernamento ed eccoli arrivati», spiega il funzionario. In più due chilometri della prima parte dell’arteria, il tratto Comunanza-Faveto (altra località dell’entroterra), è stata anche oggetto di interventi relativamente recenti per una spesa di 7,1 milioni di denaro pubblico e inaugurata nel 2008.

Con gli sms solidali, alla Regione Marche sono arrivati in tutto 17,5 milioni di euro ma a scoprire i 5 milioni destinati alla strada «fantasma» è un altro consigliere dei 5 Stelle, Peppe Giorgini, che ha chiesto all’ente copia del documento finito nel cassetto. «Questi signori non conoscono più il valore della parola vergogna», dice adirato, «i soldi raccolti con gli sms solidali dovevano essere usati per gli aiuti immediati alle popolazioni, non per altro. Questo era l’intento di chi ha donato. Ormai i politici sono illusionisti».

Forse gli italiani dovrebbero sapere, al momento della donazione, che il loro denaro non finisce a sostenere i terremotati ma per interventi che il politico o il tecnico di turno ritengono utili. Anche a fronte di emergenze in essere, come le macerie ancora per strada e interi paesi distrutti con gli abitanti che brancolano nel buio?

Allora per capirci qualcosa in più facciamo un giro tra gli uffici tecnici, nella zona tra Ascoli Piceno e Macerata, le due città capoluogo colpite in Regione, e ci imbattiamo nella risposta a perché accade tutto questo. Nel labirinto tortuoso delle varie competenze scopriamo che il minimo comun denominatore, dei vari reparti che si occupano di sisma, sembra essere la separazione irrazionale delle funzioni. Ogni ufficio emergenza ha una particolare competenza. Quindi c’è chi si occupa delle macerie che è un ufficio diverso da quello che si occupa di edilizia privata. Ci sono le sezioni che si interessano di edilizia pubblica, come quelle delle strade e altre per le infrastrutture. «Ma nessuno parla con l’altro», ci rivela un funzionario. In pratica: ciò che fa la mano destra non lo sa la sinistra e viceversa. Così ci si trova con casi paradossali come quello degli sms solidali utilizzati per strade che non c’entrano col sisma. O con macerie rimosse dai sotto scala di case crollate ma con sgomberi così profondi da mettere fuori uso le strade adiacenti. E l’ufficio macerie non ha comunicato l’operazione ai responsabili delle strade che lo scoprono solo recandosi sul posto. E non essendoci soldi non si sa quando si potrà ripristinarle. Se escludiamo il denaro degli sms solidali utilizzato in modo «appropriato» da un altro ufficio ancora.

 

di Antonio Amorosi su La Verità dell’11 novembre 2017

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