Pannella, la morte di un gigante


 

 

Ci fossero stati 10 Pannella l’Italia sarebbe un altro Paese.

Un istrione, un pazzo, un gigante con la spina dorsale, un genio nel creare la notizia, uno che ha edificato dal nulla un movimento capace di provocare terremoti, che parlava delle «tangenti» 10 anni prima di Mani Pulite, della restituzione del finanziamento pubblico ai partiti quando era un sacrilegio, della finta opposizione del partito comunista ai governi democristiani, della doppia morale della sinistra e delle doppie verità della destra, del potere come macchina della censura e l’informazione truccata, della partitocrazia prima che si capisse cosa fosse.

E’ vero Marco, hai davvero vinto. Le tue parole oggi sono di tutti.

Ma ci mancherà la tua testardaggine. Il tuo coraggio. La tua forza. E soprattutto i tuoi errori fatti con la passione di un intellettuale colto, integro, un fuoco limpido in un mare torbido.

Ci mancherai. Mi mancherai. La vita è una battaglia mai vinta. Mai del tutto compresa.

Grazie di averci insegnato tanto. Con l’esempio. Con i fatti.

Già ti vedo adesso nell’al di là prendertela con il Padreterno, indirgli un referendum e cercare di farlo scendere dal piedistallo.

Ciao Marco.

 

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