Giorgio Celli, un intellettuale che la sinistra fatica a ricordare


Un uomo che le istituzioni di Bologna fanno fatica a ricordare: Giorgio Celli; il famoso intellettuale, etologo, artista e scienziato che ha dedicato la vita a studiare animali ed ecologia e che non aveva peli sulla lingua. «Era un cane sciolto. Voleva dire quel che pensava e non quello che voleva sentire la sinistra radical chic bolognese e le istituzioni che contano», ci ha detto il figlio Davide.

Solo di recente e dopo anni di ricerche di Davide si è trovato a Monzuno, in montagna, un luogo dove depositare la sua monumentale biblioteca di 40mila volumi. I cittadini per consultarla dovranno andare fin lì.

Ma a tre anni dalla morte lo ricorda a Bologna, sabato 14 giugno 2014 alle ore 18:00, nel Giardino del Baraccano in via Santo Stefano 119/2, l’Associazione «Salviamo gli Orsi della Luna» che pianterà «Un albero per Giorgio Celli», e chiama a raccolta tutti gli amici.

Al figlio poco prima di entrare in sala operatoria per l’intervento al quale non sarebbe sopravvissuto disse: «Se va male ricordati, non si celebra la morte con la morte, con i fiori o l’alloro. Devi dire che chi vuole potrà onorare la mia memoria piantando un albero o adottando un gatto»

Durante l’evento sarà presentato il progetto Peace by Piece dell’associazione Animals Asia (quando un lager diventa santuario), nel suo genere il più grande salvataggio mai intrapreso al mondo per oltre 130 orsi nella città di Nanning, in Cina. Animali rinchiusi in gabbie minuscole spesso fin dalla nascita e tenuti in condizioni di tortura per l’estrazione della bile.

In concomitanza sarà consegnato il Premio Giorgio Celli 2014 agli Amici della Biblioteca di Monzuno. Il premio assumerà una veste stabile dal prossimo anno e si doterà di un comitato scientifico presieduto dal noto zooantropologo e allievo di Celli Roberto Marchesini.

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