Il Pd di Bologna tiene famiglia. La dirigente è moglie del capogruppo


di Antonio Amorosi a pag.8  de La Verità del 25 luglio 2017

Certe coppie non perdono mai lo smalto, come quella composta da Claudio Mazzanti e Gigliola Schwarz, interpreti della migliore cultura di sinistra bolognese del nostro tempo. Entrambi sempre nel partito che si chiami Pci, Pds, Ds o Pd. Sempre al servizio di quegli ideali. Entrambi in posizioni di rilievo nell’azienda Case popolari di Bologna, prima Iacp poi Acer. Prima come funzionari, poi come pensionati, con lei riassunta come dirigente. E lui, per anni prima della pensione, in eterna aspettativa, presidente di quartiere, poi da consigliere comunale e responsabile delle politiche urbanistiche del partito e infine capogruppo Pd al Comune. Entrambi a vivere in case popolari del Comune. Due case diverse, si intende. Lui poi cede il diritto della sua alla figlia Fabiana che subentra nell’alloggio. Lei invece riscatta il suo di alloggio popolare, assegnatogli quando era sfrattata e che Acer, l’azienda in cui entrambi sono assunti, aveva deciso di dismettere, guarda caso proprio il suo, a 56 milioni di lire quando il valore di mercato dell’alloggio al tempo era almeno il doppio. Lui capogruppo del Pd fedelissimo al partito, ora al sindaco Virginio Merola. Lei dirigente Acer e poi nel cda di Coop Adriatica.

 

Da qualche giorno si è appreso che lei, Gigliola Schwarz, sarebbe stata nominata dal sindaco Merola nel cda dell’ente Fiera di Bologna dove il Comune esprime la maggioranza delle quote. E così è avvenuto ieri mattina. La Fiera è un mega ente che decide sulle politiche fieristiche della città. Un tassello centrale nelle politiche del capoluogo emiliano, di tale rilievo da vedere al vertice gente del calibro di Luca Cordero di Montezemolo o l’ex rettore mente di Banca Carisbo Fabio Roversi Monaco.

 

Che competenze abbia in campo fieristico Gigliola Schwarz è difficile a dirsi ma tant’è che la nomina va in porto con grande successo. Così mentre la polemica si alza dai banchi delle opposizioni si racconta che Mazzanti in Comune fischiettasse. Intervengono contro la decisione a raffica in tanti, da Massimo Bugani dei 5 Stelle a Lucia Borgonzoni e Francesca Scarano della Lega Nord, a Francesco Sassone di Forza Italia, fino Emily Clancy di Coalizione civica.  Ma a sorpresa i più duri sono proprio i renziani della prima ora del gruppo Perdavvero, legati al consigliere regionale Pd Giuseppe Paruolo. «Sono senza parola per l’imbarazzo», commenta la consigliera Raffaella Santi Casali, «è una decisione sconcertante». Più esplicito Andrea De Pasquale: «I dirigenti andrebbero cercati magari nel mondo imprenditoriale piuttosto che nelle cerchie familiari dei politici di professione. La perdita di competitività che stiamo pagando su più fronti viene pagata dalle imprese e dai lavoratori più che dai funzionari di partito»

 

Ma pochi sanno (il consigliere Bugani accenna alla questione) che il decreto legge n. 95 del 2012, all’articolo 5, comma 9, modificato della legge n.124 del 2015, articolo 17, comma 3, vieta a chi è in pensione da un contratto pubblico, compiuto il sessantacinquesimo anno di età di essere nominato in altri enti partecipati sempre dal pubblico. Se non a titolo gratuito e per solo un anno. E i contratti di Acer-case popolari sono equiparati a contratti di lavoro da pubblico impiego. «E’ escluso che essi (gli incarichi in enti tipo questo della Fiera, ndr) possano essere conferiti a soggetti collocati in quiescenza che hanno compiuto i 65 anni, cioè che hanno raggiunto il limite di età per il collocamento a riposo dei dipendenti pubblici», recita la norma. Altrimenti saremmo alle nomine familistiche che si susseguono fin dopo la tomba. Tipo faraoni. Non contenti il ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia ha inviato in circolare la disposizione a tutti gli enti pubblici del Paese. Così, per chiarezza. E Gigliola Schwarz ha compiuto proprio 65 anni il febbraio scorso.

Ma si vede che nei Comuni a guida Pd come Bologna la legge e le circolari non valgono. Se poi è la moglie del capogruppo Pd ancora meno.

Certe coppie non perdono mai lo smalto.

 

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Corre l’obbligo di precisare che la norma corretta non è quella indicata nel testo sopra ma il Dlgs 39/2013 e le altre articolate disposizioni della P.A. che rendono esplicito quanto la nomina non sia corretta.

Art.2- c) per «enti di diritto privato in controllo pubblico», le società e gli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell’articolo 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi

E’ fatto divieto agli enti locali di conferire incarichi a chi abbia svolto incarichi o ricoperto cariche in società partecipate o svolto attività professionali a favore di questi ultimi. Da leggersi anche la disposizione ben raccontata qui sulla nomina e perché non doveva essere fatta

 

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